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Libri: Solo la penombra di Carlo D’Alessio – Lampi di Stampa


Tra pochi giorni si celebrerà il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Un evento che ha segnato una svolta epocale nella vita dell’Europa. ‘Solo la penombra’ di Carlo D’Alessio, edito da Lampi di stampa, ci offre una visione diversa di quel 9 novembre 1989, attraverso gli occhi di Werner, un maestro elementare in pensione che vive in una cittadina di provincia della ex Germania orientale e osserva la fine di un mondo, fino a poco prima ritenuto incrollabile.

La sua storia, la storia di un uomo che ha vissuto prima gli orrori dell’Olocausto poi la cupezza soffocante del socialismo reale, è quella di molti milioni di europei che hanno vissuto il Muro non solo come una realtà storica e politica  ma soprattutto come un simbolo contraddittorio, il crocevia strozzato di vite incompiute.

Per il protagonista del romanzo non è che la materializzazione di un muro più saldo e profondo che lo ha portato negli anni a rinchiudersi in un mondo di ricordi mai del tutto accettati né definitivamente rimossi, che ora si risvegliano inaspettatamente, spingendolo a un confronto finale drammatico e anche molto poetico. Una lettura per riflettere sulla faccia nascosta della storia. Al di là delle celebrazioni ufficiali.

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Solo la penombra di Carlo DAlessio - Lampi di Stampa

Solo la penombra di Carlo D'Alessio - Lampi di Stampa

Titolo: Solo la penombra
Genere: Narrativa Italiana
Autore: Carlo D’Alessio
Editore: Lampi di Stampa
Anno: 2009
Collana: TuttiAUTORI
Informazioni: pg. 150
Codice EAN: 9788848809016

Prezzo di copertina: € 11,00

IL LIBRO – Eisenach, Repubblica Democratica Tedesca, 9 novembre 1989. Il giorno della caduta del Muro di Berlino. Ma la mattina fredda e luminosa in cui Werner, maestro elementare in pensione, esce di casa con il suo cane, ancora nessuno sa quale piega epocale prenderanno gli accadimenti nel giro di poche ore.

Sono piuttosto fantasmi, generati dal perimetro velenoso di una memoria che Werner ha cercato di anestetizzare con paziente disciplina nel corso degli anni, quelli che tornano imprevedibilmente a urtare in modo sempre più insistente il suo fragile universo di rimozioni e assenze.

D’altronde che cosa resta a un uomo – a un tedesco – che ha attraversato, apparentemente indenne, l’esperienza tragica del nazismo e poi quella cupa e soffocante del socialismo reale? Nulla, sembrerebbe di poter concludere scorrendo le pagine di questo libro, in cui i motivi legati alla dolorosa intimità del protagonista si intrecciano alla prospettiva più vasta di alcuni degli eventi simbolo della storia del XX secolo, conferendo al romanzo un respiro europeo.

Nessuno può più ritenersi innocente, nulla è rimasto inviolato. Neppure la memoria. “Come se tutto si fosse a un certo punto inaridito ed essiccato, riducendosi a un fossile che lui riconosceva ma di cui non era in grado di comunicare a nessuno – neppure a se stesso – il vero significato. […]

Tutto il molteplice chiarirsi del destino individuale, attraverso gli innumerevoli fili che ci legano ad altri destini e a un tempo e a dei luoghi […] si rivelava a Werner nella sua reale densità emotiva solo a volte, in ricordi violenti e improvvisi o nella urgenza terribile e incerta dei sogni che lo trascinavano in una regione remota e senza chiarori.”

Da qui l’incapacità di Werner a stabilire un legame emotivo con gli altri, i figli in primo luogo, che ha allontanato da sé fino a renderseli estranei e ostili, nella speranza che l’oblio potesse affogare in una cecità senza redenzione il suo nome e il ricordo degli orrori di cui è stato una delle involontarie comparse.

“La vita era – lo percepiva chiaramente – uno spreco inesauribile. I fiocchi continuavano a scendere a ondate sempre più fitte. Presto avrebbero ricoperto le strade e le case con un cuscino di piume, avrebbero cancellato le ultime presenze umane, avrebbero imposto il silenzio alle luci. Avrebbero riconsegnato lui alla voce silenziosa della terra.”

Ma ora che la storia sembra rimettere tutto in discussione e le immagini televisive mostrano la caduta del Muro con una violenza festosa che varca ogni barriera, quello che ai più appare come l’alba di un mondo nuovo fa riemergere in Werner paure e turbamenti a stento tenuti sotto controllo.

Così anche l’apparizione di una misteriosa figura di giovane (un’allucinazione legata al mondo della memoria o il sinistro monito della feroce rappresaglia che una dittatura in agonia potrebbe ancora mettere in atto?) scatena in lui sussulti profondi che lo costringono a portare a nudo una verità a lungo celata, in una resa dei conti che assume nelle pagine conclusive del romanzo un ritmo sempre più teso, destinato a risolversi in un inaspettato finale.

L’AUTORECarlo D’Alessio è nato a Roma nel 1965. Dopo aver conseguito un dottorato di ricerca, si è dedicato all’insegnamento nei licei statali. Attualmente è Lettore di Italiano presso l’università spagnola di Saragozza.

Ha pubblicato numerosi interventi di critica letteraria, tra cui i volumi: Lune di giada. Poesie cinesi tradotte da Arturo Onofri (Roma, Salerno Editrice, 1994); Il poema necessario. Poesia e orfismo in Dino Campana e Arturo Onofri (Roma, Bulzoni, 1999); Carteggi Cecchi – Onofri – Papini (1912 – 1917) (Milano, Bompiani, 2000).

È anche autore di racconti e di poesie, usciti a più riprese su “Galleria”, “Nuova prosa” e “Fermenti”.

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