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Libri: Afghanistan, ultima trincea di Gian Micalessin e Fausto Biloslavo – Boroli Editore


A distanza di venticinque anni dal suo primo reportage, Gian Micalessin, insieme al collega ed amico, Fausto Biloslavo, torna in Afghanistan per documentare cosa è cambiato e dove sta andando questo paese provato dalla guerra. Il risultato è questo libro ‘Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere’, pubblicato da Boroli Editore, un racconto senza censure della guerra in corso in Afghanistan.

Il libro segue le missioni della Task Force 45, l’unità composta esclusivamente da incursori delle forze speciali che da tre anni combatte nella provincia di Farah per bloccare l’infiltrazione dei talebani. Una presenza fondamentale per garantire attraverso l’uso di armi e mezzi la sicurezza nei territori affidatici dalla Nato. E lo fa senza nascondere questa realtà, senza negare ai nostri soldati l’orgoglio di una professione che si realizza anche attraverso il corretto e responsabile uso della forza, senza vergognarsi del lavoro di chi rischia la pelle, senza ipocrisia mediatica e politica.

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Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere di Gian Micalessin e Fausto Biloslavo - Boroli Editore

Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere di Gian Micalessin e Fausto Biloslavo - Boroli Editore

Titolo: Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere
Genere: Scienza Politica
Autore: Gian Micalessin e Fausto Biloslavo
Editore: Boroli Editore
Anno: 2009
Collana: Storia storie memorie
Informazioni: pg. 190
Codice EAN: 9788874932443

Prezzo Book Shop: € 14,00

IL LIBRO – La Nato sarà in grado di portare a termine la sua missione in Afghanistan? L’America di Obama riuscirà a ribaltare le sorti del conflitto? Siamo ancora in tempo per riconquistare la fiducia di un popolo e bloccare il ritorno dei talebani? Che guerra combattono i nostri militari, quali rischi corrono?

Per rispondere a questi interrogativi due inviati italiani tornano in Afghanistan, venticinque anni dopo il loro primo reportage al fianco dei guerriglieri antisovietici. I due giornalisti visitano gli avamposti dei marines nella provincia di Helmand, raccontano le loro battaglie, li seguono nei villaggi dove si nascondono i talebani e dove i militari americani sperimentano tattiche e strategie del nuovo “surge” – l’annunciata “rimonta” – capace, come in Iraq, di cambiare il corso della guerra.

Dal fronte americano il racconto si trasferisce a quello italiano per documentare le operazioni del nostro esercito rimaste a lungo “segrete”. Dai racconti dei piloti ai comandi degli elicotteri d’assalto Mangusta emergono le insidie di una guerra spietata e senza certezze. Da questi reportage al fronte si sviluppa la riflessione sulle priorità e sulle strategie indispensabili per uscire a testa alta dal conflitto.

Per assicurarsi una via d’uscita bisognerà offrire al governo di Kabul i mezzi per garantire la propria sicurezza accelerando l’addestramento e lo sviluppo di un nuovo esercito. Ma sarà anche necessario rispettare le promesse fatte al popolo afghano rilanciando lo sviluppo del Paese.

GLI AUTORIGian Micalessin (Trieste, 31 gennaio 1960) è un giornalista italiano inviato di guerra. Nel 1983 con Almerigo Grilz e Fausto Biloslavo fonda la Albatross Press Agency, un’agenzia specializzata in reportage di politica internazionale con particolare attenzione per le aree di conflitto. Scrive per Il Giornale e Il Foglio.

Inizia a lavorare realizzando dei reportage al seguito dei mujaheddin afgani che combattono l’occupazione sovietica. Poi realizza documentari e reportage dalle principali aree di crisi e di conflitto del mondo: dall’Iraq, dalla ex Jugoslavia, dall’Algeria, dal Ruanda durante il genocidio Tutsi, dall’epicentro del morbo di Ebola in Zaire e dalla Cecenia durante le fasi più caldi della guerra tra l’esercito russo guerriglia cecena.

Dalla fine degli anni 90 segue con particolare attenzione le questioni medio-orientali, il conflitto israelo-palestinese el’Iran. Per la carta stampata ha collaborato con Corriere della Sera, Repubblica, Panorama, Liberation, Der Spiegel, El Mundo, L’Express, Far Eastern Economic Review. Ha lavorato per network nazionali e internazionali (Cbs, Nbc, Channel 4, France 2, Tf1, Ndr, Tsi, Rai 1, Rai2, Canale 5, La7).

Ha pubblicato Hezbollah, il partito di Dio del terrore e del welfare (Boroli, 2007), Gli occhi della guerra (emme&emme, 2007) e Afghanistan, ultima trincea. La sfida che non possiamo perdere (Boroli, 2009).

Fausto Biloslavo giornalista di guerra, triestino, classe 1961, scrive per i quotidiani Il Giornale, Il Foglio ed il settimanale Panorama. Inoltre collabora saltuariamente con altre testate come Gente, Radio 24 ed i telegiornali Mediaset. I suoi articoli e le fotografie dai fronti di guerra sono stati pubblicati anche su Panorama, Il Corriere della sera, L’Indipendente, Epoca, L’Europeo, Avvenire, Il Sabato, Time-life, l’Express, Insight (magazine del Washington Times).

Per Nbc, Cbs, Ndr (televisione tedesca), Rai, Tsi (Televisione Svizzera italiana), Canale 5, Italia 1, Antenna 3 (15 puntate sulle Guerre dimenticate) ha realizzato servizi e produzioni televisive su diversi conflitti. Il suo battesimo del fuoco è un reportage durante l’invasione israeliana del Libano nel 1982. Assieme ad Almerigo Grilz e Gian Micalessin fonda l’agenzia di free lance Albatross press agency e negli anni ottanta copre le guerre dimenticate dall’Afghanistan, all’Africa, fino all’Estremo Oriente.

Nel 1987 viene catturato e tenuto prigioniero a Kabul per sette mesi, dopo un reportage con la resistenza afghana contro l’Armata rossa. Rilasciato grazie all’intervento del capo dello Stato, Francesco Cossiga, torna in Afghanistan, dove un camion militare lo travolge riducendolo in fin di vita. Dopo sei mesi in sedia a rotelle si rituffa in prima linea e segue i conflitti peggiori, come il genocidio in Ruanda e nei Balcani dove racconta le guerre dalla Croazia, alla Bosnia, fino all’intervento della Nato in Kosovo e la guerriglia in Macedonia.

Nel 1989 pubblica il libro “Prigioniero in Afghanistan”, edito dalla Sugarco, riguardante l’esperienza giornalistica e carceraria a Kabul.

Nel 1997 ottiene il rilascio del fotografo Mauro Gallegani, di Panorama, rapito in Cecenia. Nel 2001 è uno dei primi giornalisti ad entrare a Kabul liberata dai talebani e nel 2003 segue al fianco delle truppe alleate l’attacco all’Iraq fino alla caduta del regime di Saddam Hussein. Continua a fare il giornalista di guerra dai fronti più caldi del momento. Vive a Trieste. Si è sposato nel 1999 con Cinzia e dalla loro unione è nata Beatrice.

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