Dall’autore di ‘Necropoli’, caso letterario del 2008, vincitore del Premio Internazionale Viareggio-Versilia, del Premio Napoli, del Premio Latisana per il Nordest e Libro dell’Anno Fahrenheit, ‘Qui è proibito parlare’ di Boris Pahorun si propone come documento intenso e drammatico che racconta un capitolo ancora sconosciuto della storia d’Italia, il periodo buio degli anni che hanno preceduto e preparato l’orrore descritto in ‘Necropoli’.
Titolo: Qui è proibito parlare
Genere: Libri Narrativa Straniera
Autore: Boris Pahor
Editore: Fazi
Anno: 2009
Collana: Le strade
Informazioni: pg. 397
Codice EAN: 9788881121786
Prezzo Book Shop: € 16,15
Prezzo di listino: € 19,00
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IL LIBRO – Principale porto dell’impero austroungarico, Trieste aveva visto coabitare per secoli culture diverse. Integrata nel Regno d’Italia alla fine della Grande Guerra, fu qui che, per la prima volta e anticipando scenari futuri di quello che sarebbe stato il fascismo non solo sul suolo italiano ma anche in Europa, fu messa in atto una campagna di pulizia etnica: tutto quello che era sloveno, lingua, cultura, gli stessi edifici, doveva sparire.
E in questo clima, così cupo e oppressivo, che Ema, giovane slovena originaria del Carso, si aggira piena di rabbia in una luminosa estate degli anni Trenta. Alle spalle ha una storia familiare dolorosa, e ora, a Trieste, cerca un lavoro che le permetta di vivere in modo indipendente, ma le difficoltà che trova e il rancore per un mondo che sente ostile non fanno che accrescere in lei un senso di dolorosa esclusione.
Sarà l’incontro con Danilo sul molo del porto a segnare la svolta nella sua vita. Maturo e determinato, l’uomo guiderà i passi della ragazza nel difficile e pericoloso cammino della resistenza al fascismo e della difesa della cultura slovena, e su quello non meno tortuoso dell’amore.
Abbandonandosi a una passione che si fa sempre più viva e legandosi a Danilo in un’intesa profondissima, Ema riuscirà finalmente a trovare la forza di prendere in mano la propria vita, di darsi senza remore alla lotta per il riscatto del popolo sloveno e di affrontarne con coraggio tutte le conseguenze.
L’AUTORE – Boris Pahor, nato nel 1913 a Trieste dove vive tuttora, dopo la laurea a Padova ha insegnato Lettere italiane e slovene nella città giuliana. Durante la seconda guerra mondiale ha collaborato con la resistenza antifascista slovena ed è stato deportato nei campi di concentramento nazisti, esperienza che lo segnerà fortemente e di cui si ritrova traccia in buona parte della sua ricchissima produzione letteraria.
I suoi libri, scritti in sloveno, sono stati tradotti in francese, inglese, tedesco, catalano, finlandese e perfino in esperanto. In italiano, oltre a Necropoli sono stati pubblicati Il rogo nel porto (Nicolodi, 2001), La villa sul lago (Nicolodi, 2002) e Il petalo giallo (Nicolodi, 2003).
Segnalato più volte all’Accademia di Svezia che assegna il Nobel per la letteratura, insignito nel 1992 del Premio Prešeren, il massimo riconoscimento sloveno, per la sua attività letteraria, già nominato in Francia Officier de l’Ordre des Arts e des Lettres dal ministero della Cultura, nel 2007 Boris Pahor ha ricevuto la Legion d’Onore da parte del presidente della Repubblica francese.
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